giovedì 17 maggio 2012

Parque el Arbolito



Il Parco è delimitato dalla 12 di Ottobre, la 6 di Dicembre e Tarqui, si trova al lato della Casa della Cultura Ecuatoriana. Molti considerano questo piccolo spazio verde parte del vicino parco El Ejido, anche se è un parco costruito parecchio tempo dopo.

Nei terreni dell'attuale El Arbolito si trovavo fino a metà XX secolo l'unico stadio di calcio della capitale ecuadoriana. Al costruirsi lo Stadio Olimpico Atahualpa a Iñaquito, il parco venne ceduto al municipio che vi fece l'attuale spazio ricreativo. 

 
Una delle maggiori funzioni di questo piccolo parco è quello di essere un forte punto di incontro delle comunità indigene ecuatoriane specie negli anni precedenti durante le marce verso il Palazzo presidenziale di Carondelet. Durante le feste celebrate per la Fondazione di Quito ogni 5 di Dicembre, il luogo di trasforma in un grande "patio de Comidas típicas del Ecuador".

Altra attrazione del parco è l'opera di Hiroshi Watanabe, che nel 2002 ha costruito due grandi griglie circolari, l'una dentro l'altra, dove i bambini si arrampicano o dove vi si espongono le bandiere durante le lotte e le celebrazioni.



Parque la Circasiana

Parco

Situato all'angolo della 10 de Agosto e Colón, questo storico parco forma parte del Palacio de la Circasiana, (Pallazzo Circasiana). Tale storico edificio venne costruito da Manuel Jijón y Larrea alla fine del XIX secolo, fu la prima opera civile neorinascentista di proporzioni monumentali, eretta a Quito. Al lato dell'edificio principale, Jijòn edificò due altri edifici: una libreria dotata di circa 40.000 titoli ed un edificio museo, che sono tutt'ora attivi con le loro funzioni storiche.

Nella decada del 1930, si poteva ammirare la struttura in tutto il suo splendore. L'intera casa era circondata da giardini a disegno, un imponente muro esterno ed una altrettanto imponente porta di entrata ai giardini fatta ad arco, chiamata Puerta de la Circasiana, che ritroviamo oggi come attrattivo nel Parco del Ejido.

Oggi la proprietà è amministrata dal Fondo de Salvamento (Fonsal), che ha convertito la residenza in uno splendido parco adornato da figure mitologiche di unicorni.

Palacio de la Circasiana

Mi sembra importante aggiungere una descrizione più dettagliata del Palazzo della Circasiana, la sua storia e la sua particolarità meritano qualche riga in più.

Nell'attualità il palazzo appartenuto per generazioni alla famiglia dei Conti di Casata Jijòn, è occupata dall' Istituto del Patrimonio Culturale e Archivio Storico della Città di Quito.

La costruzione venne iniziata, come detto, da Don Manuel Jijón Larrea padre dello storiografo, archeologo e politico Don Jacinto Jijón e Caamaño. Il terreno sul quale venne costruita furono acquisiti dai Jijòn dalla comunità indigena di Santa Clara de San Millán nella decade del 1890. Molti dati segnalano la data dell'inizio dei lavori il 1893, pur non avendo mai dichiarata una data ufficiale.

Una volta finito il palazzo venne ribattezzato "La Circasiana" in onore della madre di Jacinto Jijón, che suggerì il nome facendo allusione alla regione della Circasia, in Russia trans-caucasica, da dove si diceva venissero le donne più belle del mondo, così bella come la madre e così bella come il palazzo stesso.

I dati storici dell'edificio riferiscono che i lavori di rimodernamento sono stati iniziati nel 1920 da Francisco Schmidt, architetto tedesco che diresse anche la costruzione del Teatro Nacional Sucre, nel centro storico. Questa seconda tappa costruttiva durò 21 anni. Gli ampliamenti ed i rinnovi aggiunsero due saloni allo spettacolo della grande dimora; quello degli Scudi e quello degli Artigiani, oltre alla seconda pianta del palazzo.

Le donazioni dei conti Jijòn alla citta iniziarono con la monumentale porta di pietra intagliata che faceva da entrata ai giardini del palazzo, conosciuta come Porta la Circasiana. 

Intorno al 1998, la famiglia Jijón decise di donare l'intero immobile al Municipio di Quito; in parte a causa della grande quantità di denaro che rappresentava il suo mantenimento ed in parte perchè da alcuni anni i membri della famiglia non vi risiedevano più, essendo diventato un settore molto trafficato e popolare. 

Finalmente, il municipio donò in comodato d'uso all' Instituto de Patrimonio Cultural (IPC), lo stesso che si incaricherà della sua profonda recuperazione per occuparlo con i propri uffici, esposizioni e biblioteche. 

Il recinto, che conta con una superficie approssimativa di 3.000 metri quadrati, risponde al modello topologico delle ville europee, specie di quelle costruite nella campagna italiana durante il rinascimento. 

La stessa struttura de La Circasiana alberga una ricchezza artistica e patrimoniale invalutabili per il paese. In ogni abitazione ad esempio, i tetti in legno di latón francese ripulito o gesso finemente tagliato e pitturato. Le spettacolari scale di marmo, gli affreschi dipinti alle pareti da Joaquín Pinto e Juan Manosalvas e le tradizionali finestre di stile repubblicano. 

Una casa annessa, datata 1940 venne costruita per accogliere la biblioteca e lo studio privato di Jacinto Jijón y Caamaño, attualmente alberga i documenti dell' Archivo de la Ciudad de Quito. .

I giardini esterni sono adornati da fiori, fontane, figure in marmo denominate le 4 stagioni, oltre ai leoni intagliati in pietra ed ai cavalli realizzati dall'artista ecuadoriano Gonzalo Crow in epoca moderna. Le sculture in marmo sono poste all'entrata occidentale e servivano da benvenuto ai visitanti dell'area sociale del palazzo.

Nonostante il forte valore de La Circasiana l'edificio soffre si un grave deterioramento effetto del tempo e di un progetto di restauro mai finito, che dal 2001 ha lasciato a metà i lavori si risollevamento dei pavimenti, riposizionamento dei soffitti, riapporto murale ed altro. Fortunatamente dal 2008 il Fondo de Salvamento del municipio de Quito (FONSAL) si è fatto carico della opera, nonostante il ritardo su lavori che avrebbero dovuto finire nel 2009, la ristrutturazione prosegue il suo cammino.

Lamentevolmente il palazzo è stato convertito in sede di uffici, per cui molti dei saloni sono stati divisi ed arredati con officine modulari, perdendo gran parte del loro fascino. 


venerdì 4 maggio 2012

Parque Itchimbia

Questo parco si trova sulla cima ed i fianchi della montagna Itchimbia, al limite orientale del Centro Storico di Quito, circondato dal fiume Machangara e dai quartieri El Dorado, La Tola e San Blas. Il parco è situato ad una altura di 2900 m ed è considerato uno dei migliori belvedere naturali grazie alla sua ampia visibilità, che lascia la possibilità di ammirare la città in tutti e quattro i suoi punti cardinali. 

Al suo interno è anche possibile visitare il Centro Cultural Itchimbia, popolarmente chiamato Palazzo di cristallo, una enorme costruzione di ferro e cristallo che nel periodo repubblicano, fine XIX e inizio XX, servì per albergare un popolare mercato del centro storico. Il disegno originale dell'opera architettonica appartiene all'ingegnere francese Gustave Eiffel e si trovava originariamente nella zona della Marìn, in pieno centro storico. Venne smontata e rimontata da ingegneri specializzati e trasportata sulla cima del parco Itchimbia per ospitare mostre e mercati di ogni genere durante il periodo annuale. 
Altri spazi ricreativi del parco sono la ciclovia, una rotta pedonale, parcheggio per 150 veicoli.

Ogni anno nel mese di Luglio e Agosto vi si celebra il Festival de Cometas (Festival degli Aquiloni), nel quale è possibile ammirare centinaia di questi antichi giochi cinesi volare nel cielo grazie alle ampie folate di vento che giungono sulla cima del parco. Il parco ospita anche il festival di musica all'aperto più grande del sud america, denominato Quito Fest, effettuato nel mese di settembre di ogni anno.

Parque Lineal Río Grande

Questo parco è conosciuto soprattutto per le passeggiate in bicicletta organizzate ogni domenica, che partono da questo tranquillo punto verde al sud di Quito per avviarsi verso nord, verso la Carolina e la Naciones Unidas. Esattamente si trova al fianco della Avenida Cardenal de la Torre, nel settore Solanda. Ha una estensione approssimativa di 20 ettari e offre diverse attività ricreative, tra le quali: 
  • Ciclovia
  • passeggiate guidate
  • aree sportive
  • sculture
  • laguna naturale
  • zona sanitaria

giovedì 3 maggio 2012

Parque la Alameda



Il Parque Alameda, è ubicato nel centro della città, nella zona del centro storico, circondato sui tre lati dalla Av. Gran Colombia, la Luis Sodiro e la Guayaquil. Al duo interno vi si può ammirare la laguna naturale che introduce il visitatore alla parte monumentale del parco.
La Alameda è il parco più antico di Quito. Il settore dove è tutt'oggi ubicato era conosciuto dai nativi come Chuquihuada (punta di lancia). Venne creato nella zona coloniale, per la necessità di uno spazio di divertimento per i Quiteñi, che fosse il più simile possibile ai parchi europei. I lavori iniziarono immediatamente dopo la firma del decreto di Francisco de Sotomayor, l'8 Marzo 1596.

Storia

Tra il 1785 ed il 1790 vennero creati alcuni dei cammini interiori che circondano la piccola laguna naturale e conservati ancora ad oggi; si installarono i primi monumenti per abbellire il posto e si chiusero i perimetri con un muro decorativo basso. 
Dall'inizio della vita repubblicana della nazione fino al 1873, quando sono iniziati i lavori per la costruzione dell'Osservatorio Astronomico, il parco fu utilizzato dai pastori per far pascolare le pecore. 
Nel 1887 si è inaugurato, all'estremità nord del parco un edificio in stile alpino, costruito completamente in legno, che ha ospitato il primo Giardino Botanico di Quito, diretto dal sacerdote e investigatore gesuita Luis Sodiro. Anni dopo quello stesso edificio verrà utilizzato per ospitare la prima Scuola di Belle Arti di Quito, fino all'incendio che a fine XIX sec. distrusse l'intera struttura. 
Nei dintorni del parco, nel 1546, sono state affrontate le truppe del conquistatore spagnolo Gonzalo Pizarro contro il viceré del Perù, Blasco Nuñez de Vela durante la Battaglia di Iñaquito. Vi riposarono, il 25 Maggio 1822, le truppe patriottiche di cavalleria che lottarono nella Battaglia del Pichincha, lotta che consacrò la libertà di Quito e dintorni. 
Nella notte del 27 Marzo 1906, il presidente Eloy Alfaro assistì, nell'Alameda, ad un atto politico organizzato dal gruppo di liberatori conosciuti come La Fonda, per sostenere il rispetto dei boschi nativi e appoggiare la crescita della scienza.

Vegetazione

Il parco è testimone delle acclimatazioni delle diverse specie straniere introdotte inizialmente nel paese. L'albero più vecchio dell'Alameda è un cipresso macrocarpa di circa 120 età. 

Osservatorio Astronomico di Quito

Si tratta di un edificio di quattro diversi corpi circolari e tre torri che si trova al centro del parco. Costruito nel 1873 e 1875 per ordine del presidente Gabriel Garcia Moreno. L'osservatorio possedeva un telescopio ecuadoriale di origine tedesco, istallato nella torre principale che fu uno dei tre più avanzati del mondo insieme a quelli di Roma e Parigi. Il sismografo sistemato nel sottosuolo lavora perfettamente dal 1920, quando venne istallato sul posto. Gli strumenti astronomici che si trovano nell'osservatorio sono parte della mostra storica aperta al pubblico. 

Churo de La Alameda

Costruito agli inizi del secolo XX da Enrique Fusseau con la terra dei lavori sulla strade Luis Sodiro e rifiuti vegetali del parco. Si trova nel luogo dove si presume ci sia stato un posto di osservazione militare quitu, (popolazione originaria della zona, abitavano sul luogo sin dal 500 dc.) dal quale avevano ottima visibilità della valle di Iñaquito. La formazione a spirale costituisce un prezioso ed unico attrattivo della città.

Monumenti

Al suo interno si trovano vari monumenti di diverse epoche, che vi si trovano a ricordo storico dell'importanza di tale parco nella storia cittadina 

Monumento a Simón Bolívar

Nel 1929 si realizzò a Parigi un concorso per determinare il migliore progetto per la realizzazione di un monumento a Simon Bolivar, che si sarebbe trovato nella città di Quito. Al concorso si sono iscritti 154 opere di 20 diversi paesi. A vincere furono un gruppo francese formato dagli scultori Jacques Zwobada e René Letourneur e dagli architetti Félix Bruneau, René Marouzeau e Luis Emilio Galey. Il monumento venne inaugurato il 24 Luglio 1935 dal presidente Jose Maria Velasco Ibarra. 


Monumento alle missioni dell'Accademia delle Scienze di Francia

Questo monumento fu eretto tra il 1911 ed il 1913. Commemora le due missioni di scientifici francesi che arrivarono in Ecuador durante l'epoca coloniale per misurare il diametro della terra. Una piramide coronata da un condor a cui lati si trovano le 4 muse della scienza fu lavorata in pietra e bronzo, e posta in una piccola piazza di fronte all'Osservatorio Astronomico. 

Monumento simbolico alla amicizia ecuadoriana-spagnola

Fu eretto il 17 Maggio 1923 a ricordo del tenente ecuadoriano Francisco Suárez Ventimilla, morto combattendo per l'esercito spagnolo durante la guerra di indipendenza nel nord Africa, nella battaglia di Bení-Aros, Marocco, il 19 Giugno 1922. Il lavoro in pietra e bronzo fu realizzato dall'artista ecuadoriano Nicolás Delgado. L'opera venne donata dalla colonia spagnola residente a Quito. 

Monumento a Dante Alighieri

Inaugurato il 4 Novembre 1922. L'opera fu un ossequio della colonia italiana residente a Quito per commemorare i 600 anni dalla morte di Dante Alighieri, e per rendere omaggio alla città del politico e scrittore fiorentino. Il busto di bronzo fu realizzato dall'artista italiano Luigi Casadio.

Colonna dei castighi

Venne eretta nel 1785 dal presidente della Real Audiencia de Quito, Juan Jose Villalengua y Marfil, per punire gli evasori della legge, frustandoli mentre erano legati alla colonna in stile salomónico.

Parque el Ejido

Il parco è delimitato della Av. Patria, dalla 6 de Diciembre, dalla Tarqui e dalla strada Guayaquil. El Ejido marca la divisione tra la Quito antica e quella moderna. Al suo interno vi si possono trovare circa 1470 specie di piante native come il Cholán, l'Aliso, il Chamburo, le Palme ed i Guabos.


In questo parco ci si riunisce ogni fine settimana per giocare pallavolo, comprare quadri, visitare il mercato indigeno all'aperto. Tali opere ed esposizioni si trovano di fronte alla imponente Puerta de la Circasiana, un arco di pietra di 8 metri di altezza, con sculture in stile rinascimentale, che in tempi antichi era la porta di entrata al palazzo che porta lo stesso nome. La Puerta de la Circasiana, viene anche denominata "La despedida de los centauros", Il saluto dei centauri, venne donata dalla famiglia Chillo Jijòn alla città. 
Questa enorme porta, che da molti viene denominata e accomunata con un arco di trionfo, è stata spostata originariamente nella separazione del Parque Elejido e del Parque la Circasiana e spostata nuovamente nel 2004 per permettere l'ampliamento della strada antistante al Ejido. Lo spostamento è durato quasi 7 mesi di lavoro e di attenta ricostruzione. 

Le persone si riuniscono anche per giocare ad uno dei giochi popolari ecuadoriani, chiamato il gioco "de los cocos", il cui obiettivo consiste nel togliere delle grandi palle di metallo dall'interno del circolo tracciato a terra ed eliminare in tale modo gli avversari.


mercoledì 2 maggio 2012

Parque Metropolitano


Il nome ufficiale di questo polmone verde Quitegno è Parque Metropolitano Guanguiltagua; ma tutti lo conoscono solo come Parco Metropolitano. Il nome deriva dall'originale Quichua della collina del Batan, dove inizia il parco, all'altezza di 2890 metri sul livello del mare, con una temperatura media di 11° C. Per l'esattezza il parco è delimitato dalle strade Guanguiltagua, Arroyo Delgado e Analuisa. Con una estensione di 557 ettari è il principale polmone verde naturale della capitale ecuadoriana. 

Completamente naturale, sono pochi gli interventi dell'uomo all'interno del parco, dove i visitatori possono ammirare le gigantesche opere d'arte poste nelle aree collinari, respirare aria pure e divertirsi con le attrazioni naturali. 

Nella vallata o "quebrada" di Ashintaco, ubicata nel settore nord-orientale del parco, si possono osservare più di dieci specie di colibrì e settanta specie di uccelli che nidificano sul posto, alcune delle quali sono in pericolo di estinzione. 

Le avventure che offre questo parco sono una camminata attraverso i sentieri naturali, una strada di pietra per gli amanti del ciclismo di montagna, una zona molto ben curata dove possibile riunirsi con la famiglia e gli amici per un pic nic o una "parrillada". Altre possibilità e servizi sono: 
  1. Guardia privata, 
  2. visite guidate, 
  3. servizi sanitari, 
  4. aree infantili, 
  5. zone da campeggio, 
  6. campi sportivi da calcio, pallavolo e basket.